L’OPERA D’ARTE TRA PASSIONE, FISCALITÀ E PASSAGGIO GENERAZIONALE (PARTE SECONDA)

avv. Gianfranco Gesino

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2) Conviene lasciare in eredità le opere d’arte o è “meglio” liquidarle, lasciando agli eredi il ricavato della vendita delle opere?

I recentissimi risultati d’asta – secondo alcuni – sembrano confermare il valore dell’arte come “asset finanziario” in grande rispolvero, soprattutto in un momento di grande instabilità come quello che stiamo vivendo; nessuno è in grado di prevedere se il presunto trend di crescita sarà costante e soprattutto quanto potrà durare. Sotto questo profilo quindi l’invito non può che essere quello di affidarsi al parere degli esperti, degli art-advisor e dei galleristi.

La medesima incertezza si ritrova anche nella cornice normativa e fiscale. Alcuni collezionisti hanno già pagato a caro prezzo gli orientamenti non uniformi della giurisprudenza in tema di plusvalenze negli atti di trasferimento inter vivos di opere d’arte e la contestata distinzione tra mercante, investitore e collezionista puro; a ciò si aggiunga che la crisi economica all’orizzonte potrebbe riservare amare novità fiscali. Anche sotto questo profilo, pertanto, l’invito è di ponderare bene le decisioni ed essere preparati alle novità.

Fatte queste brevi ma doverose precisazioni, tentiamo comunque di dare risposta alla domanda iniziale, riprendendo l’esempio della parte I e supponendo che non sia stata liquidata la collezione:

Attivo ereditario: 2.000.000 euro + 200.000 opere d’arte

unico erede: figlio

Franchigia: 1.000.000 euro

Valore imponibile opere d’arte per presunzione ex art. 9: 100.000 euro, ovvero il 10% di (2.000.000 – 1.000.000)

Totale valore imponibile: 1.000.000 + 100.000= 1.100.000

Aliquota del 4% su 1.100.000 = euro 44.000 di imposta di successione

Supponiamo invece che il collezionista abbia venduto le opere d’arte e abbia ricavato esattamente la somma stimata di euro 200.000:

Attivo ereditario: 2.000.000 euro + 200.000 euro ricavato dalla vendita delle opere

unico erede: figlio

Franchigia: 1.000.000 euro

Valore imponibile (denaro, gioielli e mobilia) per presunzione ex art. 9: 120.000 euro, ovvero il 10% di (2.200.000 attivo – 1.000.000 franchigia)

Totale valore imponibile: 1.200.000 + 120.000= 1.320.000

Aliquota del 4% su 1.320.000 = euro 52.800 di imposta di successione

Confrontando le imposte dovute, risulta che la scelta di far cadere in successione le opere d’arte è più conveniente – dal punto di vista fiscale – rispetto alla scelta di venderle e trasmettere agli eredi il ricavato in denaro; da questa prospettiva è anzi consigliabile utilizzare l’eventuale liquidità dell’attivo di 2.000.000 di euro per incrementare l’acquisto di opere, aumentando così ulteriormente il margine di risparmio fiscale.