COME FARE UN TESTAMENTO OLOGRAFO

Avv. Gianfranco Gesino

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PARTE I

L’invito è sempre quello di chiedere assistenza ad un professionista di vostra fiducia, anche quando sembra tutto facile; per chi invece volesse fare da solo cercherò di chiarire alcuni punti e nella seconda parte riporterò un caso concreto con copia del relativo testamento olografo.

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Ai sensi dell’art. 602 del codice civile il testamento olografo è quel testamento scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore. Il nome “olografo” deriva dal greco ὅλος (“tutto”), e γραφή (“scrittura”) e significa “tutto scritto”; l’olografia è la principale caratteristica di questo tipo di testamento, da cui prende il nome, e sta proprio a indicare che la scrittura è interamente di mano del testatore.

È la forma più semplice ed economica di testamento, inoltre ha il vantaggio della totale segretezza perché può essere scritto senza la presenza di terze persone. Nonostante la sua semplicità, circolano ancora falsi miti attorno a questo istituto.

Il primo mito da sfatare è la forma.

Come abbiamo detto, l’art. 602 c.c. prescrive solo che il testamento sia scritto interamente di pugno del testatore e rechi la data e la sottoscrizione. Non è necessario, come talvolta si pensa, che il testamento olografo debba essere scritto a penna su un foglio protocollo; infatti – purché sia scritto di pugno del testatore, datato e sottoscritto – è perfettamente valido un testamento scritto a matita su un qualunque pezzo di carta, sul retro di uno scontrino, su un tovagliolo etc.; così pure è valido il testamento scritto, datato e sottoscritto su una tela con un pennello o a carboncino; addirittura (cfr. Cass. n.1089/1959) è valido il testamento scritto su un muro: in tal caso la pubblicazione del testamento potrà essere fatta mediante pubblicazione di una riproduzione fotografica.

Allora, se desiderate fare testamento, non avete da preoccuparvi di simili dettagli; la cosa importante è che sia scritto interamente di vostro pugno; non importa se ci sono errori di ortografia e neppure se la scrittura è tremolante (non chiedete mai ad amici e parenti di accompagnarvi la mano perché sarebbe nullo).

Il secondo falso mito è l’idea che il testamento scritto in stampatello sia nullo. Falso! Il problema nasce dal fatto che l’olografia del testamento ha tra i suoi requisiti “l’abitualità”; pertanto il testamento scritto in stampatello è da ritenersi certamente valido se il testatore utilizzava abitualmente quel carattere.

E per finire vi sono due convinzioni che continuano ad aleggiare attorno al testamento olografo e riguardano la capacità di intendere e volere del testatore e la “firma”. Molto spesso i testamenti olografi iniziano così: “Io sottoscritto/a … nel pieno delle mie facoltà (…)”. Non è un errore, tuttavia la autodiagnosi delle proprie facoltà è del tutto inutile; solamente in casi particolari (ad esempio quando il testatore è molto anziano o affetto da determinate patologie) potrebbe essere opportuno rivolgersi ad un medico specialista per certificare la capacità di fare testamento e scongiurare così il rischio di impugnative. Quanto alla sottoscrizione, infine, non è necessario che sia apposta per esteso con nome e cognome.

Il testamento non è un contratto, dunque quel che conta è che la sottoscrizione sia di pugno del testatore e apposta alla fine delle disposizioni testamentarie. La sottoscrizione ha solo funzione appropriativa del documento, nulla di più; dunque è perfettamente valido il testamento sottoscritto con lo pseudonimo o col soprannome, purché sia chiaro da chi provengono le volontà. Lo stesso vale anche per l’indicazione dei beneficiari di quote (eredi) o singoli beni (legatari): è sufficiente che sia chiaro chi è il beneficiario, anche se indicato solamente col soprannome.

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